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‘Fotografia tra leggere e guardare’ | Lettura portfolio con Steve Bisson, a cura di Urbanautica Institute

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‘Fotografia tra leggere e guardare’
Il giorno 17 Dicembre Lettura portfolio con Steve Bisson, a cura di Urbanautica Institute presso la sede di 001 in Via Pisoniano, 9 Roma.
DESCRIZIONE
“La lettura è consigliata a fotografi che si distinguono nella loro produzione per una forte ricerca autoriale, ed è orientata a discutere un singolo progetto già in fase avanzata di realizzazione.
Altresì, la lettura si presta a quanti stanno valutando sbocchi editoriali per lavori già conclusi”. 
La discussione sarà orientata su di un singolo progetto.
8/10 posti disponibili.
La selezione avviene su portfolio.
La durata della lettura è di 25 minuti.
Il costo è pari a 35 euro.
BIO
Steve Bisson è professore e curatore di fotografia italo-belga, fondatore di Urbanautica Institute e amministratore di Filmessay società di produzione attiva nell’ambito dei festival di film sull’arte e architettura. Con una vasta esperienza internazionale Bisson ha lavorato nella direzione di mostre e festivals, giurie, editoria, curatela e ricerca.  Attualmente docente presso MA/MFA Photography and Image-Making al Paris College of Art e allo European Cultural Academy di Venezia. Ha collaborato con diversi istituzioni e università tra le quali : FotoDepartment (Russia), FAAP – Fundação Armando Alvares Penteado e Centro Universitário Belas Artes (Brasile), Fondazione Benetton Studi e Ricerche, IUAV – Istituto Universitario Architettura Venezia, IED – European Design Institute, Università Ca’ Foscari (Italy). Responsabile della collana di libri di fotografia Urbanautica Books.
GIORNO E APPUNTAMENTI PER LA LETTURA PORTFOLIO :
17 Dicembre
10.00  Prenotato
10.30  Disponibile
11.00  Prenotato
11.30  Prenotato
12.00  Prenotato

14.00  Disponibile
14.30  Disponibile
15.00  Disponibile
15.30  Prenotato
16.00  Prenotato 

Per prenotare la lettura portfolio scrivere a:
info@zerozerouno.org
Oppure telefonare:
Tel 339 3692216 Luigi
LOCANDINA DEF

MALAGROTTA | Presentazione Libro di Gian Marco Sanna

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Malagrotta – Gian Marco Sanna 

Sabato 16 Dicembre alle ore 20.00 presso la sede di 001 in Via Pisoniano, 9, verrà presentato il libro “Malagrotta” di Gian Marco Sanna, Editore Urbanautica Institute

Saranno presenti autore e il direttore di Urbanautica Institute, Steve Bisson.

Verrà esposta una selezione di immagini del lavoro.

Malagrotta

Malagrotta è la più grande discarica d’Europa, attualmente chiusa poiché satura.
Intorno a sé restano i segni dell’inquinamento ambientale e del degrado, avanzato sempre di più negli anni e ormai incancellabile.
In questo progetto l’autore propone una visione personale dell’intera area ormai abbandonata a sé stessa ma che al suo interno riflette il sempre più attuale problema dell’inquinamento ambientale.

Una terra avvolta dal silenzio, dove scorre acqua nera che attraversa montagne create dall’uomo.
4.500-5.000 sono le tonnellate di rifiuti scaricati ogni giorno nella discarica più grande d’Europa, Malagrotta dove la vita sembra lontana, trova nella natura la sua forza, indistruttibile e inarrestabile.
gianmarcosanna.com

urbanauticainstitute.com

LISA

Pasta e patate_antonia messineo_05

Antonia Messineo | Pasta e Patate

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Antonia Messineo | Pasta e Patate

CDP Zine Contest – Castelnuovo Fotografia 2017

Primo premio con la seguente motivazione:

La veste editoriale corrisponde esattamente all’idea della fanzine. La trama familiare lega in modo coerente immagini d’archivio, personali ed elementi grafici.

 

Pasta e Patate arises from the special relationship I have with Elisa, my maternal grandmother. When we are together she tells me stories of her life that fascinate me, and some of these are left unfinished like a mystery. This photographic collection consists of archival photos and pictures taken in our everyday life. The fanzine is a four-handed work created by me and Elisa, who machine bound it.

Pasta e Patate nasce dal rapporto speciale che ho con Elisa, la mia nonna materna. Quando siamo insieme vengono fuori racconti della sua vita che mi affascinano, alcuni rimangono a metà come un mistero. La raccolta fotografica si compone di foto d’archivio e foto scattate nella nostra quotidianità. Le fanzine è stata realizzata a quattro mani, da me, ed Elisa, che si è occupata della rilegatura a macchina.

BIO

Antonia Messineo studia presso la Scuola Romana di Fotografia nel 2013, frequenta corsi di foto giornalismo, story telling e workshop a stampo editoriale. Dal 2014 al 2017 collabora con un’agenzia di servizi fotografici in Calabria.

Adesso è una fotografa freelance e  nel tempo libero si dedica alla stampa in bianco e nero in camera oscura.

Antonia Messineo (Rc 1992)

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KAZUMA OBARA | Photobook Dummy Making Workshop ( 6 days )

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Photobook Dummy Making Workshop

Questo seminario di 6 giorni si pone come obiettivo la realizzazione di un Dummy. I partecipanti apprenderanno il processo per sviluppare il proprio progetto personale attraverso la creazione di un dummy e impareranno a trasformare un corpo di lavoro in un libro. Realizzare un Dummy è un processo ideale per pensare e dare la giusta direzione al progetto nonché allo stile narrativo. Il workshop è stato progettato per fotografi che hanno un progetto chiuso o in corso e vogliono avere idee per procedere / finire il progetto. E ovviamente fotografi che vogliono raccontare la storia attraverso il libro fotografico.

Obara solitamente realizza da 5 a 30 dummy per ogni progetto, dalla fase di ricerca alla fase di chiusura. Questo approccio rende possibile lo sviluppo della storia e di scoprirne l’essenza.

Il processo di realizzazione offre varie idee per i partecipanti. Ad esempio pensare al tipo di carta da utilizzare per la copertina, la carta interna la rilegatura ecc. Questi processi permettono ai partecipanti di vedere i diversi aspetti del soggetto. I fotografi tendono a concentrarsi principalmente sulla fotogenia, ma ci sono casi in cui un soggetto non-fotogenico racconti una storia molto importante. La scelta dei materiali può influenzare la narrazione in diversi modi. Se si riesce a portare quella storia in un libro fotografico, questo avrà quindi molti livelli di narrazione. E il libro diventerà un mezzo potente per raccontare.


Giorno 1
Parte 1: Lecture “Art Book” 9:30 - 11:00
Parte 2: Discussione 11:00 - 18:05
I partecipanti si presentano ed espongono il proprio progetto.
Fondamentale la partecipazione e l'opinione di tutti durante questa fase.

Giorno 2 
Parte 1: Concept 9:00- 17:00   
Tutti i lavori (stampati) saranno esaminati su muro o tavolo.                                 

Giorno 3 
Parte 1: Realizzazione 9:00- 10:30 Produzione del primo dummy utilizzando fogli A4 e nastro adesivo.
Bisogna dare alla storia un inizio ed una fine.
Parte 2: Lecture / Adobe Indesign 10:40- 12:00 Lecture e applicazione del layout con Adobe InDesign.  
Parte 3: Layout 13:00- 16:00 Produzione del secondo dummy. Revisione della sequenza e dello storytelling.
Parte 4: Breve Presentazione 16:00 - 17:30 Ogni partecipante espone il secondo Dummy e riceve feedback dagli altri partecipanti.

Giorno 4 
Parte 1: Lecture / Fundamental 9:00- 12:00 Tecniche base per produrre un libro fatto a mano. 
(Tecniche di cucitura, rilegatura, realizzazione di una copertina rigida)
Parte 2: Produzione del dummy finale 13:00 - 17:00 Re-edit del contenuto scegliendo la carta, copertina e formato.

Gorno 5
Parte 1:Produzione del dummy finale 9:00 - 17:00 

Giorno 6 
Parte 1:Produzione del dummy finale 9:00 - 15:00 Part 2: Presentazione e discussione 15:10 - 17:00.

 

 

Al termine del workshop l’autore terrà un talk aperto al pubblico in cui presenterà il suo libro in anteprima italiana “Chernobyl”, (Editorial RM) e  i Dummies prodotti dai partecipanti.

Bio

kazumaobara.com

Kazuma Obara (Giappone, 1985) è un fotografo con sede in Giappone. Concentra la sua attenzione sulle vittime nascoste della società, un tema che esplora nei suoi progetti fotografici. Il suo lavoro del disastro dello tsunami in Giappone è stato pubblicato come il photobook Reset Beyond Fukushima di Lars Müller Publishers, in Svizzera nel marzo 2012. Nel 2014 si è concentrato sulle vittime della Seconda Guerra Mondiale in Giappone e il suo autoprodotto fotografico. Silent Histories è stato nominato per il  Paris Photo / Aperture Photo Book Award ed è stato selezionato per TIME, Lens Culture e Telegraph Best Photobook 2014. Silent Histories è stato pubblicato anche da Editorial RM nel 2015 come nuova edizione. Questa edizione è stata nominata miglior libro 2016 ad Arles Photobook Author Award, Kassel Best Photobook.   Continuando la sua ricerca sulle ripercussioni nucleari con un progetto a lungo termine, Obara si concentra sulle vittime dell’incidente nucleare di Chernobyl. Il suo progetto “Exposure” che aveva lo scopo di raccontare le vittime invisibili dell’incidente di Chernobyl usando vecchia pellicola ucraina è stato selezionato per il  World Press Photo 2015 nella categoria People 1° premio e ha vinto il Festival di Atene e di Praga del 2015. Questa serie è stata pubblicata come libro d’artista nel 2016 e sarà pubblicato da Editorial RM come edizione commerciale nel 2017. Nel 2015, ha studiato presso il London College of Communication, fotogiornalismo e fotografia documentaria  e ha ottenuto un master. E ‘stato nominato Magnum Photos Graduate Photographers Award. Attualmente sta lavorando su 3 progetti, con 3 diversi tipi di dummy.

 

Info e costi : 

Il workshop si terrà dal 14 al 19 Novembre nella nostra sede, presso Via Pisoniano 9.

€ 800,00 (  50% al momento dell’iscrizione e saldo alla prima lezione )

Chi si iscriverà entro l’ 8 Ottobre, potrà usufruire di uno sconto del 20% sul costo totale del Workshop ( € 640,00 anzichè € 800,00).

Numero iscritti massimo 10

Per maggiori informazioni scrivere a :
info@zerozerouno.org

Immagini Workshop
Immagini Dummies
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Stefania Orfanidou | Cold Turkey

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Stefania Orfanidou | Cold Turkey

Cold Turkey: The unpleasant state that drug addicts experience when they suddenly stop taking a drag; a way of treating drug addicts that makes them experience this state. // I quit smoking cold turkey. source: Oxford Advanced Learner’s Dictionary

 

Silence. The steep naked mountains mesmerize me. I stay still. My thoughts get paralyzed. Frozen images from the past cross my mind. Everything seems like a well-orchestrated theater in an irrational show that never ends. I feel uncomfortable out there. I am hiding under a mask, shivering in sheer pain. My skin is dry, ready to smash into pieces. The darkness becomes my refuge, the place of oblivion. I watch the world through a distance as if it was a fish tank a colorful place made of a different substance than me. I try to escape. I run away. An invisible cloak surrounds me. Beneath it, an eerie luminous place dazzles me. I am drifting away.

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COSA – Laboratorio sperimentale sull’immagine

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Martedì 20 Giugno – Ore 19.00

Nell’ambito del Festival Fotoleggendo 2017,

001 e Luce vi invitano alla mostra/evento che svelerà il risultato di “COSA”, l’esperimento fotografico al quale hanno partecipato più di 40 autori nella primavera di quest’anno.

“COSA” è un gioco fotografico liberamente ispirato al telefono senza fili, diversi autori provenienti da diverse realtà hanno preso parte ad un silenzioso botta e risposta in cui le immagini hanno sostituito le parole.

Il gioco voleva analizzare la potenza comunicativa della Fotografia da un punto di vista inusuale e ludico. I dialoghi che ne sono nati hanno fornito una rappresentazione grafica di come un concetto o un emozione, espressi da una foto, possano mutare o amplificare i propri significati.

La mostra si svilupperà su diversi livelli mostrando da un parte quello che e’ stato l’esperimento, dall’altra una seconda interpretazione fornita dai curatori e lascerà spazio ai visitatori per interpretare a loro volta, trarre conclusioni o sollevare nuove questioni… Il gioco continua!

Vi aspettiamo!

Sarà possibile visitare la mostra dal 21 al 25 Giugno dalle ore 14:30 alle 19:00
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Tytia Hading | Zero

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Tytia Habing | Zero

When my son was three and a half, my family was living in the Cayman Islands. Because of rising costs, an uptick in crime and the fact that we had no family nearby, my husband and I decided to pick up and move back to southern Illinois among sprawling corn and bean fields and near my family. I was back to where I started, and only a quarter mile down the road from where I grew up and where my parents still live on the family farm. Immediately upon our arrival, I began photographing this series of images of my son living the ‘mid-west dream’ and I continue to photograph for this project today. In the beginning, I was simply documenting my child’s life like any other mother would. It was a big, new, and exciting change for him. After a year of photographing his everyday life I realized I had the beginnings of an ongoing project. In making these images, it’s my intention to not only document my son’s childhood, but to highlight a lifestyle that seems to be fading away all too quickly. Only fifteen percent of children in the United States now live in rural areas, and my son is one of these declining numbers. Not only that, but even rural children are staying indoors much more than children did in the past. Having wide-open spaces to explore, living close to nature and being afforded a modicum of independence as a young child was the norm for me growing up, so not only am I photographing my son’s present, I am photographing my past. As a child I played on the same land, swam in the same river, and walked the same dirt roads as he does now. This collection of images, and future images I make for this project, will take on new meaning as time progresses and the statistics of rural populations versus urban populations changes even more drastically. It is my hope to create an intimate and captivating record of rural life in Illinois as it is now, and hopefully encourage parents and their children to get out and connect with nature and the great outdoors no matter where they live. 

caotti

Where Does The White Go | Presentazione del Libro

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Giovedì 20 Aprile Ore 19.00

In questo incontro a più protagonisti non vi parleremo solo di un libro fotografico. Non prima che abbiate percorso strade non battute di montagna, siate passati attraverso borghi persi nelle vallate, non prima che vi siate fermati in qualche bar, osservato facce, origliato storie. Solo a quel punto vi parleremo del silenzio.
Un itinerario dentro la montagna, attraverso il progetto, in suoni musica parole immagini e carta. Un percorso dentro e oltre il libro; il processo, i linguaggi, la fotografia e il gesto del vagare.
La serata prevede una performance iniziale durante la quale verranno interpretati alcuni brani del nuovo libro di Piergiorgio Casotti con immagini sonorizzate. La seconda parte affronta la decostruzione fisica del libro e l’esplorazione proseguirà insieme a Piergiorgio Casotti e Fiorenza Pinna, book designer, che racconterà la genesi di “Where does the white go”, le mappe mentali e fisiche che hanno portato alla sua realizzazione, un processo inverso per spiegare i flussi di lavoro che conducono alla creazione di un’opera editoriale.
IL PROGETTO
Il progetto “Where does the white go”, nato dal desiderio di esplorare la relazione tra immagine, memoria e la natura transitoria dell’esistenza umana, è un censimento fotografico degli abitanti che resistono nelle piccole frazioni del crinale reggiano e insieme, un attraversamento personale e silenzioso del paesaggio, un omaggio alla montagna, una meditazione sulla lenta mutazione sociale e culturale del territorio. I volti svaniscono, le immagini si offuscano, le storie si tramandano di bocca in bocca per diventare spesso leggende o surreali vicende. L’omaggio di Piergiorgio Casotti alla montagna è un omaggio al (suo) silenzio. Un silenzio che lascia incontaminati dalle interferenze sonore, dal “rumore bianco” della società umana; un’assenza che trasforma la nostra prospettiva e ci riporta alle nostre percezioni primordiali.
“Where does the white go” è il risultato della stretta collaborazione tra Casotti e la book designer Fiorenza Pinna. Insieme hanno lavorato su una linea narrativa che rispecchiasse il camminare senza meta, con un tempo legato allo sguardo. Il libro è, in realtà, il progetto. Gli stessi testi, nel loro linguaggio, nella saggezza violenta dei dialoghi, sono parte imprescindibile del lavoro e danno vita al paesaggio e all’espressione dei corpi di montagna, lasciando emergere con forza il legame con il vissuto.


WHERE DOES THE WHITE GO
di Piergiorgio Casotti
autoprodotto, 2016
book design: Fiorenza Pinna
testi: Mario Vighi e Silvano Scaruffi
112 pagine, 67 immagini
stampa Offset duotone BW su Munken Pure 120 gr.
italiano e inglese

bianka SCHUMANN_ arkhai 07_2014 digital print 45x60

Bianka Schumann | Arkhai

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Arkhai

Many of us got through this. We got line of sight for this period. We could be young or old people but who are already grown they are hankering. Hankering for the past. We look this ages and almost craving for their physical and psychical chastity. We used to say that the adolescence is the „no- man’s land” between the childhood and the maturity. This may be because this is the period when our relationship is changing with the outside world and the reality. There is a double feeling in us, we would be child and grown in the same time. It is hard to get close while we are brimming with secrets and hiding, and all of these are connected to the construction of MY. The secrets raise wall which is important to strengthen us to have a separate existence. Writing a diary, locked memory books and group secrets are all things like that. There are secret books which if would be read by an outsider than it would come the question: why are these things are secrets? The power of MY is being trialled with these secrets. The big questions of the life are being dissected. Is it indeed real that I am alive? The world, the Earth, the other planets and the whole solar system are really existing? And why got the chair the name of chair or the table the name of table? I deal with this transition state through the relationship of my brother and his best friend. They often live for the nature and got away from the surrounding people to deal with their own small and secret businesses. I was striving to find and display these moments on my pictures, parallels in the continuously changing and evolving nature. They exist the fragile, clean, unprotected and honest phenomena in their. They do not comprehend the world like it could be certainly defined but like it could be uncertainly undefinable. This is an album about the intimate relationship of two child- grown, grown-child, a main secret book which tells their ordinary and extraordinary world in pictures and I could be a little part of it.

LOCANDINA SMART VIEW

Presentazione e mostra | The Smart View

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Giovedì 6 Aprile alle ore 19.00, l’Associazione 001 prosegue con il suo calendario di appuntamenti dedicati alla fotografia contemporanea, ospitando la presentazione ed una mostra del magazine “The Smart View”.
Saranno presenti la fondatrice del magazine Rosa Roth alcuni degli autori pubblicati, Antonio D’Agostino, Michaela Maier, Piero Percoco e Primor Zorko..

THE SMART VIEW è una rivista d’arte indipendente, concentrata sull’arte e la fotografia Mobile. Fondata nel 2014, editore e redattore capo Rosa Roth, seleziona artisti provenienti da tutto il mondo allo scopo di rappresentare il loro lavoro. L’essenza della curatela on-line di opere fotografiche e d’arte viene convogliato su piattaforme come Instagram, VSCO e Tumblr.
Un’ edizione cartacea della rivista esce due volte l’anno, e mostra una selezione di lavori e opere raccolte attraverso una open call, è valorizzata con testi accademici e interviste 

http://thesmartview.de/
https://www.instagram.com/thesmartview/

Info:
zerozerouno.org
info@zerozerouno.org

Via Pisoniano, 9 ROMA