Fragments

Luigi,da come ci appare nelle istantanee scolorite dal tempo,
è un bel bambino che guarda diritto verso la macchina fotografica ma non sorride:
il mondo per lui si è sbriciolato in mille frammenti che lo allontanano dalla realtà permettendogli cosi di sopravvivere.Con questi frammenti ha edificato una fortezza – suo unico punto di riferimeno – che ha la duplice funzione di isolarlo e di proteggerlo:
da lassù vede il mondo come sfocato.
Luigi ora è un adulto che ha voluto dimenticare la sua infanzia ma che si è altresi reso conto che senza di essa non può costruire un futuro.
Allora realizza un album – complicato per chi lo usa e per chi lo legge perchè tale è la costruzione del dolore – e comincia a “incollarvi”i ricordi che lentamente riemergono attraverso le memorie fotografiche e,cosi facendo.inizia a costruire il suo passato e il suo presente.
Sfogliandolo esso acquista un’unità che ci permette di vedere e capire i vari passaggi compiuti dall’autore per arrivare ad avere la realtà nella sua complessità,i suoi rifiuti,le sue accettazioni,i suoi quesiti,i suoi drammi ma,soprattutto,la ricerca di se stesso.
Quelle che vediamo sono immagini di luoghi,di cose e di volti che inizialmente conservano la parzialità del frammento,perchè chi non sa,non può raccontare tutta la storia ma solo parte di essa.Intanto il tempo scorre e con esso i luoghi e le persone che vengono e vanno,ritornano forse per restare.Luigi ha piedi da viandante che afferrano con forza il terreno,gli”stranieri”riacquistano la loro identità;ora lui comincia a raccontarsi,a entrare nella storia;le ferite stanno cicatrizzandosi e,fosse anche per un solo attimo,il quadro della sua vita si è ricomposto.
di Cinzia Busi Thompson.

As shown in the snapshots faded by time, Luigi is a beautiful child who looks straight at the camera, but does not smile: for him the world is being shattered into a thousand fragments that move him away from reality, thus allowing him to survive. With these fragments he has built a fortress – his only benchmark – which has the dual function of isolating and protecting him: from above he sees the world as blurred. Luigi is now an adult who wanted to forget his childhood realizing in the same time that, without it, he cannot build a future. So he creates an album – complicated for those who use it or read it because it is the construction of the pain – and begins to “glue on it” the memories that slowly emerge through the photographic memorandum and doing so he starts to build his past and his present. Leafing through it, the album acquires a unit that allows us to read and understand the various steps that the author took in order to reach the reality in all its complexity, his rejections and acceptances, his questions and ordeals and especially the search for himself. What we have before our eyes are images of places, things and faces that initially preserve the scarcity of the fragment, because those who do not know cannot tell the entire story, but a part of it. Meanwhile time passes and with it the places and the people pass also; they come and go or maybe they come back in order to remain. Luigi has the feet of a wanderer gripping hard on the ground; the “strangers” regain their identity. Now he begins to talk about himself, to get into the story; the scars are healing over and maybe, even for one moment, the picture of his life is reassembled.
by Cinzia Busi Thompson