Margo Ovcharenko | Hermitage

By 12 febbraio 2015 Webzine No Comments

HERMITAGE

The impossibility to understand, in its entirety, a reality so com- plex as the Russian one, led Mar- go Ovcharenko to her attempts to decode and give a meaning, albeit subjective, to the variety of aspects that construct this complexity. She focused on the value-based and emotional void of the new generations, reflecting on the punitive education in the fami- lies with a strong religious ori- entation and also on the sado- masochistic practices related to the sexual activity. This painful research stimu- lated Ovcharenko to construct her own aesthetic, according to which the innocence and the purity are the consequences of misery. Her photographic proj- ect talks about the chaotic bru- tality of life and the tendency to hide the truth deemed ob- scene. “Hermitage” was shot in Moscow, between the walls of an old, dilapidated house, near the namesake museum and represents her own research, an investigation marked by lights and shadows, by portraits sometimes ferocious, some- times fragile: faces of young men of the same generation at hers, driven by passion, pursu- ing the sexual liberation. Margo Ovcharenko tells the sto- ry of a humanity always fight- ing, balancing between love and pain: young adults who just yesterday were kids.

L’impossibilità di comprendere nella sua totalità una realtà complessa come quella Russa, ha portato Margo Ovcharenko a cercare di decifrare e dare un significato, seppur soggettivo, ad alcuni dei diversi aspetti che vanno a costruire questa complessità, concentrandosi sul vuoto emotivo e valoriale delle nuove generazioni e riflettendo, tra le altre cose, sull’educazione punitiva dei figli nelle famiglie di forte orientamento religioso e sulla pratica sadomaso legate all’attività sessuale. Questa dolorosa ricerca l’ha portata a costruire un estetica, secondo la quale, innocenza e purezza sono figlie della sofferenza. Il lavoro si focalizza, quindi, sulla brutalità disordinata della vita e sulla tendenza a nascondere la verità perché ritenuta oscena. “Hermitage” viene scattato tra le mura di una casa vecchia e cadente nei pressi del museo omonimo, a Mosca, e rappresenta la ricerca dell’autrice. Una ricerca scandita da luci ed ombre, da ritratti a volte feroci, a volte fragili. Volti giovani della sua stessa generazione mossi dalla passione, inseguendo la liberazione sessuale. Margo Ovcharenko racconta di un’ umanità sempre in lotta, in equilibrio tra amore e dolore: giovani adulti che proprio ieri erano ragazzini.

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